martedì 20 febbraio 2018

SITRI

Sitri
Divenuto vivo nel nome della Lussuria, vado portando uomini e donne alla nudità, così che le loro vite possano esser trascinate in un infinito danzare di passioni incontrollate, un eterno ritorno alla primordiale spinta della vita stessa. In quanto principe, governo 60 legioni, e nel mio nome ogni corpo diverrà un inviolabile altare del piacere.
E fu nella disapprovazione del mio essere che vidi in voi il limite stesso del mio divenire, poiché veicolati da restrizioni di principio, avete soppresso per tutta la vostra esistenza la veridicità della vostra persona. Per questa vostra riduzione di abilità, avete giudicato senza neppur conoscere il significato del vostro parlare, condizionando inevitabilmente la sostanza di chi dai vostri occhi veniva divorato. In questo progredire degli eventi, le vittime del vostro scrutare, inesorabilmente, sono andate ad assimilare ogni vostra considerazione, mutando la loro essenza in un'espressione del vostro decidere, divenendo così rappresentazioni di un sé acquisito, obbligatoriamente offerto; e non vi sarà più alcun modo di mutare la sostanza così accresciuta, poiché superato il limite di accettazione, tutto si trasforma in semplice esistenza, un dato di fatto inconfutabile, dal quale non esiste distanza alcuna, nessun grado di separazione, semplicemente, per noi, sarà da sempre esistito e in quanto tale, per sempre parte del nostro vivere, arrivando a cambiare i ricordi e la stessa forma del pensare. In questo continuo confondersi di identità, volute e imposte, reali e fittizie, nelle più profonde segrete della nostra coscienza, una lieve increspatura rimane, leggera si dirama in ogni nostra azione, creando un'invisibile lacerazione, una frattura che nel tempo andrà divenendo voragine nel nostro vivere, ed è questa e in questa, che tutto si andrà riversando, destabilizzando le certezze create, mostrando realtà dimenticate, sepolte in dimensioni dalle quali nulla andrebbe mai evocato, eppure, un qualcosa riesce a risalire dalle profondità abissali della rimozione, un'inconcepibile entità che strisciando va superando gli ostacoli della logica, divorando le fondamenta della ragione e distruggendo gli infiniti dedali del raziocinio, poiché in verità, nulla può opprimere le future possibilità, se non il germe primordiale della nostra persona, quel qualcosa di unico che da sempre è posto come motore primo del nostro più istintivo avanzare, una capacità di intuire ed elaborare al di là delle normali dinamiche dell'apparenza, un senso che va basando le proprie osservazioni su di un mondo che nulla ha a che fare con la materialità di questo apparire, e per questo, ha in sé la capacità di dissolvere la totalità della nostra esistenza. Ed è nel nascere dei vostri sorrisi che ogni cosa va morendo, poiché nel lento dischiudersi dei vostri occhi, ad ogni risveglio, vanno trovando fine i mondi da me costruiti, edificati per compiacere fameliche aspettative in me riposte, ma non da me volute, e per questo, in ogni ombra vado cercando dimora, per nascondere l'irrealtà che mi governa, per incontrare chi come me, è stato spinto al non accettare la propria persona, poiché da voi giudicato inadatto secondo il vostro vedere, o meglio, perché da voi percepito come qualcosa che mai avrebbe potuto coincidere con la realtà da voi auspicata, e dunque, costantemente vessata al punto da tramutare le menzogne in verità, al fine di costringere la nostra esistenza a divenire la vostra pretesa, vuota ed irreale. Ciò che rimane nelle nostri mani, è un senso di divorante vuoto, una sensazione di inadeguatezza che va portando ogni nostra aspettativa in un furioso caos di pensieri, estranee dinamiche di appartenenza, poiché in verità, non apparteniamo più a noi stessi, senza di voi, noi, non esisteremmo più, ed ora, vivi come manifestazione di ciò che avete sempre voluto, siamo qui, sospesi nell'attesa di giudizio, di un sorriso che non farà altro che ucciderci ancora, per far si che tutto possa nuovamente ripetersi all'infinito, poiché non esiste fuga o desiderio che ormai non sia divenuto funzionale a questa ciclicità irreale di realtà, poiché la verità, è che siamo divenuti noi stessi fautori della vostra proiezione, un ridondante tripudio di bisogni di aver bisogno, una complessa e laboriosa attitudine allo svanire.  Del resto, cosa potremo mai essere senza i vostri occhi pronti a guardarci?










PAESAGGI URBANI

Paesaggi Urbani
Le convivenze con muri che in ogni epoca sono stati eretti per dividere e celare qualche cosa.
Confini naturali o artificiali che stimolano curiosità che ci impediscono di passare e vedere oltre
Antiestetiche barriere architettoniche ci riportano a tristi passati e provocano un senso di inquietudine.











UNA CITTA' CHE VIVE - VENEZIA 2017

Una città che vive - Venezia 2017
Venezia ha un volto nascosto che svela per qualche ora, al mattino, spesso fra la nebbia della laguna. Il volto di una città che vive insieme ai suoi abitanti, a chi ci viene per lavorare, a chi ci è semplicemente capitato.. Venezia affonda, Venezia muore, Venezia vive!
Venezia non è solo un’attrazione universalmente conosciuta, un patrimonio inestimabile, è una città che vive, come le altre ma diversa da tutte.










SONGCITY

SongCity
La città non ha storia, urbanismo né architettura. Soltanto un flusso d’energia.
Mettiti al suo passo, diventa questa energia. Allora tutto verrà a te. Non sarai tu a scattare, ma un istinto incontrollabile che non ti lascia scelta.
Esegui, tieni il ritmo, non cadere. E’ il tuo dovere, la tua etica e la tua fierezza.
Avrai la certezza di essere vivo.










PASSIONI URBANE

Passioni Urbane
Quando mi avvicino, Jonny interrompe salti e volteggi e mi accoglie con lo sguardo sveglio e un sorriso aperto: sta provando e riprovando i suoi numeri di Parkour e quando gli chiedo se posso scattare alcune foto, accetta molto volentieri, quasi stupito di trovare un fotografo interessato alle sue acrobazie.   
La stessa disponibilità si era ripetuta poche settimane prima, incrociando due funamboli della bicicletta, intenti ad allenarsi sulle scalinate della modernissima chiesa del Sacro Volto.
Medesima situazione pochi giorni dopo, quando con la mia fotocamera mi sono avvicinato ad un gruppo di ragazzi che provavano le loro evoluzioni con lo skateboard, accompagnate da una immancabile colonna sonora Rap prodotta da uno smartphone.

Queste è la quotidianità nel “Parco Dora”, un’area non molto distante dal centro di Torino che negli ultimi anni è cambiata profondamente: da sito industriale dove fino agli anni 90 sorgevano gli stabilimenti della Fiat, della Michelin e della Savigliano è diventata un luogo “must” a Torino per lo street-sport: ogni parte di quest’area si è trasformata ed ha trovato una nuova vita. Hanno contribuito a questa rinascita i moltissimi ragazzi della zona (e non solo) che ogni giorno la “vivono”, la utilizzano per le proprie passioni e se ne prendono cura.

E così, passeggiando per il parco in qualsiasi giorno dell’anno possiamo incrociare chi fa parkour, funamboli della bici e dello skeateboard, runners, giocatori di basket, calcetto e tennis, writers… ma non solo: c’è anche chi cerca solamente un po’ di tranquillità e di intimità. O chi ha incontrato, tra un volteggio e una pedana, la persona desiderata…










domenica 18 febbraio 2018

STREET heART

Street heART
Il progetto fotografico “Street heART” nasce con l’intento di evidenziare quanto l’arte, ma in questo caso la cosiddetta “arte di strada”, sia oggigiorno considerata un forte strumento di comunicazione. Dietro una scritta, un disegno, un apparente scarabocchio si celano messaggi, che uniscono emotivamente lo spettatore all’autore dell’opera.